Pistola per rivetti (rivettatrice): tipi, rivetti e come usarla

La pistola per rivetti, o rivettatrice, serve a unire due o più lamiere (o lamiera e plastica) lavorando da un solo lato: infili un rivetto a strappo nel foro, la pistola tira il chiodo centrale, il corpo del rivetto si deforma dietro al pezzo e il chiodo si spezza. Per il fai da te basta quasi sempre una rivettatrice manuale che lavori i diametri da 3,2 a 4,8 mm; le versioni a batteria e oleopneumatiche servono quando i rivetti sono tanti o di acciaio inox.

Come funziona un rivetto a strappo

Il rivetto a strappo (detto anche rivetto cieco o, all’inglese, “pop rivet”) è formato da due parti: il corpo, un cilindretto cavo con una testa, e il chiodo (o mandrino), un perno che lo attraversa. La pistola afferra il chiodo con delle ganasce e lo tira indietro: la testa del chiodo schiaccia la parte del corpo che sporge oltre le lamiere, formando una seconda testa che stringe il pacco. Quando la forza supera un certo valore, il chiodo si rompe in un punto predefinito e il fissaggio è completo.

Il vantaggio rispetto ai bulloni è che non ti serve accesso al retro del pezzo; lo svantaggio è che il fissaggio è permanente: per smontare devi forare il rivetto.

I tipi di pistola per rivetti

Rivettatrice manuale a pinza

È la classica pinza con due manici e ugelli intercambiabili. Costa poco e per lavori occasionali su alluminio basta. Il limite è la forza della tua mano: con rivetti grossi o in acciaio inox, che richiedono più forza di posa, diventa faticosa.

Rivettatrice a leva (a due mani)

Ha bracci lunghi, spesso estraibili, che moltiplicano la forza: si aziona con entrambe le mani. Le schede dei produttori di utensili professionali riportano capacità fino a rivetti da 6,4 mm, cioè i diametri che con una pinza a una mano diventano difficili da chiudere.

Rivettatrice a batteria

Un motore elettrico fa la trazione al posto tuo: premi il grilletto e il rivetto è chiuso. Ha senso quando devi posare decine o centinaia di rivetti. Controlla sempre il campo di diametri dichiarato: il manuale di un modello professionale, per esempio, indica rivetti da 2,4 a 6,4 mm in tutti i materiali, ma esistono anche versioni più piccole che si fermano a diametri inferiori.

Rivettatrice oleopneumatica

Funziona con l’aria compressa, che spinge un circuito idraulico interno. È l’utensile da officina: veloce e poco faticoso. Ti serve un compressore: la scheda tecnica di un modello professionale indica una pressione di esercizio di 6-7 bar e un consumo di circa 5 litri d’aria per rivetto. Se hai già l’impianto per una pistola pneumatica da gommista, puoi alimentare anche la rivettatrice.

Rivettatrice per inserti filettati

È un utensile diverso: non posa rivetti a strappo ma inserti filettati (dadi da rivettare), che creano una filettatura in una lamiera troppo sottile per essere maschiata. Una pinza manuale compatta lavora per esempio da M3 a M6, mentre alcune rivettatrici a leva arrivano fino a M10. Esistono anche rivettatrici a leva “combinate” che, cambiando testa, posano sia rivetti a strappo sia inserti.

TipoQuando sceglierlaLimiti
Manuale a pinzaLavori occasionali, alluminio, diametri piccoliFaticosa con inox e diametri grandi
A levaAcciaio, rivetti fino a 6,4 mm senza correnteIngombrante, servono due mani
A batteriaMolti rivetti, cantiere senza compressorePrezzo più alto, peso della batteria
OleopneumaticaOfficina con compressore, produzioneVincolata al tubo dell’aria
Per inserti filettatiCreare filetti su lamiere sottiliNon posa i rivetti a strappo (salvo modelli combinati)

Come scegliere i rivetti giusti

Diametro e foro

I diametri più comuni sono 2,4, 3,2, 4,0 e 4,8 mm. Il foro va fatto leggermente più grande del rivetto, circa un decimo di millimetro: il catalogo di un produttore italiano di rivetti indica 3,3-3,4 mm per il 3,2, 4,1-4,2 mm per il 4,0 e 4,9-5,0 mm per il 4,8. Alcune serie speciali chiedono fori diversi, quindi verifica sempre la tabella del rivetto che compri.

Lunghezza e spessore serrabile

Ogni rivetto ha uno spessore serrabile (grip) dichiarato, per esempio 1,0-3,0 mm: la somma degli spessori di tutte le lamiere da unire deve rientrare in quell’intervallo. Come stima rapida, la guida tecnica di GESIPA sul calcolo della lunghezza dei rivetti suggerisce lunghezza = spessore totale + diametro del rivetto: due lamiere da 3 mm con un rivetto da 4 mm portano a un 4 x 10 mm. Un rivetto troppo corto non forma bene la seconda testa; uno troppo lungo sporge e stringe male. Se lavori spessori variabili, i rivetti multigrip coprono un campo ampio con un solo codice.

Materiale: attenzione alla corrosione

  • Alluminio: leggero, richiede poca forza di posa, ideale con le pinze manuali. Meno resistente, adatto a carichi leggeri.
  • Acciaio (zincato): più resistente, ma richiede più forza e la protezione dipende dal rivestimento.
  • Acciaio inox: resistente e adatto all’esterno e agli ambienti umidi, ma richiede la forza maggiore: con una pinza a una mano può essere molto faticoso.
  • Rame: duttile e buon conduttore, si usa per esempio su apparecchi elettrici.

La regola pratica è usare un rivetto dello stesso metallo del pezzo o comunque compatibile. Metalli diversi a contatto in presenza di acqua o umidità innescano la corrosione galvanica: per esempio, un piccolo rivetto in alluminio su una grande lamiera di acciaio può corrodersi all’aperto. Se non puoi evitare l’accoppiamento, sigillanti e vernice aiutano: per i giunti che devono restare stagni puoi completare il lavoro con la pistola per silicone e il sigillante adatto, oppure proteggere la zona con la pistola a spruzzo per verniciare.

Forma della testa e tipi speciali

La testa tonda è per uso generale, la svasata resta a filo, la larga distribuisce il carico su materiali teneri o sottili. Esistono poi rivetti a tenuta stagna, strutturali (più resistenti alle vibrazioni) e a espansione per la plastica.

Come usare la pistola per rivetti

  1. Segna e fora i pezzi sovrapposti con la punta del diametro corretto, tenendoli fermi con un morsetto perché i fori restino allineati.
  2. Elimina le bave intorno al foro: impediscono alle lamiere di appoggiare bene.
  3. Monta l’ugello giusto: deve corrispondere al diametro del chiodo, senza gioco.
  4. Inserisci il chiodo nella pistola e il corpo del rivetto nel foro, fino in fondo.
  5. Tieni la pistola perpendicolare al pezzo e premi bene contro la superficie mentre azioni.
  6. Chiudi più volte se serve (con le pinze manuali), finché il chiodo si spezza. Poi svuota l’utensile dal chiodo rotto o dal contenitore.

Se il rivetto gira nel foro o la seconda testa è storta, il foro è troppo largo o lo spessore non rientra nel grip: rimuovilo forandone la testa (vedi le FAQ) e rifai con il rivetto corretto. Se le ganasce slittano sul chiodo, vanno pulite o sostituite.

Sicurezza: i DPI da usare

I manuali dei produttori insistono su alcuni punti:

  • Occhiali di protezione sempre: il chiodo spezzato o il rivetto possono essere proiettati. Il manuale di una rivettatrice a batteria GESIPA avverte che, azionando l’utensile senza materiale, il rivetto può essere lanciato via. Scegli occhiali certificati secondo la EN ISO 16321, la norma che ha sostituito la EN 166.
  • Non puntare mai l’utensile verso di te o verso altre persone.
  • Contenitore dei chiodi montato: sui modelli che lo prevedono deve restare installato durante l’uso.
  • Guanti per maneggiare lamiere tagliate e bave, e protezione dell’udito con gli utensili pneumatici, se il manuale la raccomanda.
  • Stacca la batteria o l’aria prima di cambiare l’ugello o fare manutenzione.

Le stesse regole valgono per altri attrezzi che espellono elementi metallici, come la pistola sparachiodi.

Rivetti, saldatura o colla?

Il rivetto è la soluzione più semplice quando devi unire lamiere sottili o materiali diversi senza attrezzatura costosa e senza scaldare il pezzo. Per giunzioni di acciaio continue e molto resistenti la saldatura con la pistola dedicata resta superiore, mentre per fissaggi leggeri su legno, cartone o plastica che non subiscono sforzi può bastare la pistola per colla a caldo.

Dove acquistarla

Valuta per caratteristiche: campo di diametri, ugelli inclusi, presenza del contenitore per i chiodi e, per l’inox, la forza disponibile. Puoi confrontare le offerte di rivettatrici manuali a leva, di rivettatrici a batteria, di rivettatrici oleopneumatiche e gli assortimenti di rivetti a strappo.

Domande frequenti

Che differenza c’è tra rivettatrice e graffettatrice?

La rivettatrice posa rivetti che uniscono in modo permanente lamiere o plastiche forate; la graffettatrice spara punti metallici in materiali morbidi come legno, tessuto o cartone. Sono utensili con usi diversi e non intercambiabili.

Che punta serve per un rivetto da 4 mm?

Un foro di circa 4,1-4,2 mm, cioè poco più del diametro del rivetto. Controlla comunque la tabella del produttore, perché alcune serie speciali richiedono fori diversi.

Si possono rivettare lamiere di metalli diversi?

Sì, ma con cautela: all’esterno o in ambienti umidi l’accoppiamento di metalli diversi favorisce la corrosione. Scegli un rivetto compatibile con entrambi e proteggi il giunto con sigillante o vernice.

Come si toglie un rivetto a strappo?

Indossa gli occhiali, segna il centro della testa con un bulino e fora piano al centro, quanto basta perché la testa si stacchi (di solito comincia a girare). Poi spingi fuori il resto del corpo con un punzone poco più piccolo del foro e togli le bave. Procedi con calma per non allargare il foro nella lamiera. La rivettatrice non serve a rimuovere i rivetti.

Per i rivetti in acciaio inox basta una pinza manuale?

Per diametri piccoli può bastare, ma l’inox richiede molta più forza dell’alluminio: se ne devi posare parecchi, meglio una rivettatrice a leva, a batteria o oleopneumatica.

Articoli simili